martedì 15 febbraio 2011

E' una vita che ti aspetto

Stò fisicamente bene, l'occhio si è sgonfiato anche se è ancora abbastanza colorato e mi si è gonfiata la guancia. Anche l'occhio destro per non essere da meno si è leggermente gonfiato. In questi due giorni non ho sofferto, non ho dovuto assumere nessun tipo di antidolorifico anche se la testa a tratti mi sembra decisamente pesante. La stanchezza è raddoppiata e se non dormo minimo due orette al pomeriggio non arrivo a sera. Non ogni male viene per nuocere e così ho ritrovato il tempo per la lettura. Gli ultimi due libri letti li ho incominciati e abbandonati dopo poco, forse semplicemente per il fatto che non era il loro momento.
Come vi ho detto nel post precendente febbraio non è iniziato bene, avevo voglia di leggere "Un posto nel mondo" di Fabio Volo che però mi sono resa conto di aver prestato e come se non bastasse ho prestato anche "Il giorno in più". Avevo voglia di Fabio Volo e quindi non mi sono arresa e un po' per caso mi è capitato tra le mani "E' una vita che ti aspetto". E' cascato a pennello, il libro giusto nel momento giusto. L'avevo già letto 3 o 4 anni fa e sinceramente al primo colpo non mi ha detto più di tanto. Questa volta invece ho apprezzato.


Estrapolo un pezzo in cui un po' mi ritrovo:
A volte penso che chi ha un lavoro che non gli piace e mi chiedo come possa svolgerlo tutti i giorni. Inoltre l'attività manuale mi permette di pensare alle mie cose, a me stesso. Quello di panettiere, poi, è un lavoro che mi ha inseganto molto sulla vita. Ho imprato che per ogni cosa ci vuole il tempo giusto. Che bisogna saper aspettare: aspettare che il pane lieviti, che il pane cuocia. Che alterare questi tempi vuol dire alterare la qualità. E alla fine tutto quello che fai deve passare dal forno. E il forno è la coscienza. E' dopo che il pane è uscito dal forno che capisci se hai fatto le cose giuste o no.

Mi è sempre piaciuto Fabio Volo anche se non ha esattamente trovato un suo posto nel mondo visto che scirve libri, fa il conduttore, lo speaker, l'attore e chi più ne ha più ne metta. Ma mi piace, mi piace soprattuto come scrive e da ieri ho riscoperto il piacere di ascoltarlo anche ne "Il volo del mattino" su radio Deejay dalle 9 alle 10. Ho dovuto ingegnarmi perchè qui questa radio non prende e così lo ascolto in streaming sul telefono e ho scoperto che è a Parigi per scrivere un nuovo libro... non stò più nella pelle.

6 commenti:

  1. io ho provato a leggere un libro di fabio volo ma mi ha annoiato subito dalle prime pagine... però in tantissimi ne parlano bene, forse ci devo riprovare!

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  2. oooohhhh avvisami quando uscirà, non vedo l'ora !!!

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  3. Si aspetta una vita, magari quando arriva e troppo tardi e allora non si sa che fare

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  4. @Lunga: prova con "Un posto nel mondo" o "Il giorno in più"

    @Barbara... ovvio che ti avviso e preparati che è in uscita anche il primo film tratto da un suo romanzo! :)

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  5. Belli i libri di Fabio volo.
    Ha dei tratti di genialità incredibile, anche se su alcune cose si ripete... ma forse è solo quell'inquietudine ricorrente che c'è in ognuno di noi.
    Certo che andare a Parigi per scrivere un nuovo libro è un ottima scusa per una vacanza...

    @Barbara: anche ELisa non vede l'ora... o almeno la vede un po' sfocata.

    @Elisa: buona guarigione. -)

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  6. mi piace molto Fabio Volo, ma come scrittore non riesco a sopportarlo... ho letto diversi suoi libri, questo in particolare l'ho trovato decisamente insulso... sarà perchè a me piaccioni i libri con una storia, una trama e questo invece si perde troppo dietro miliardi di seghe mentali (pardon!)... ma d'altrone lui è un po' così... o lo si ama o lo si odia... io lo preferisco in radio!

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